Rimedi naturali per il reflusso

Reflusso Gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo o semplicemente reflusso gastrico o gastrite, è un disturbo causato dalla temporanea risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. Il reflusso gastrico, da semplice disturbo può trasformarsi in una vera e propria malattia.

Cause del Reflusso Gastroesofageo

Le cause del reflusso gastroesofageo possono essere molteplici:

Predisposizione familiare e genetica; Ernia Iatale; Sovrappeso ed obesità; Diabete Mellito; Fumo; Gravidanza; Dieta alimentare squilibrata e scorretta; Abitudini di vita (impiego di cinture e abiti troppo stretti, sport che richiedono sforzi (come il sollevamento pesi).

Infine, il reflusso può mascherare patologie importanti come l’Acalasia Esofagea (in quanto il cibo non scende a causa della chiusura dello sfintere e di conseguenza risale assumendo le parvenze di Reflusso) ma – allo stesso tempo – si può presentare anche dopo l’intervento, in seguito alla plastica anti-reflusso ovvero alla ricostruzione della valvola che, tuttavia, resta semi aperta favorendo la fuoriuscita di acidi gastrici.

Sintomi del Reflusso Gastroesofageo

I sintomi più comuni del reflusso gastroesofageo, sono il bruciore e il rigurgito acido. Il bruciore è riferito alla parte alta dell’addome (la cosiddetta “bocca dello stomaco”) ed a livello restrosternale. Il bruciore, che si può manifestare con un aumento della secrezione salivare, si manifesta spesso nelle ore dopo i pasti e soprattutto di notte quando il paziente è supino. Altre volte tale disturbo può essere percepito come “dolore” che fa subito pensare ad una causa cardiaca o come fastidio-tensione nella parte alta dell’addome, sazietà precoce, senso di pienezza dopo il pasto, nausea, vomito. Poiché il reflusso può risalire oltre la valvola superiore dell’esofago ed interessare faringe, laringe, polmoni ne consegue la possibilità di una sintomatologia extra-esofagea.

per quanto riguarda l’Acalasia Esofagea, non esiste ancora una scienza esatta (in quanto malattia rara) relativamente alla causa del dolore toracico/retro-sternale/mandibolare cui molto spesso è vittima un soggetto acalasico. Tuttavia, l’esperienza comune degli acalasici ci induce a dedurre che le possibili cause siano le seguenti:

  • Reflusso gastroesofageo, assunzione di cibi acidi e/o bevande alcoliche o gassate;
  • Movimento brusco dell’addome, allacciamento della scarpa, risveglio al mattino passando dalla posizione supina alla posizione normale…;
  • Assenza di onde peristaltiche nell’esofago;
  • Presenza di poche onde peristaltiche nell’esofago.

Rimedi Naturali

Il reflusso gastroesofageo, può essere alleviato grazie a rimedi naturali e a preparati erboristici. Allo stesso modo, è possibile alleviare il reflusso, riducendo l’ansia e lo stress, con attività di rilassamento adeguate.

Tra i rimedi naturali più comuni per il reflusso troviamo:

Malva

La malva ha proprietà lenitive ed emollienti. Si può utilizzare per la preparazione di tisane e macerati. La si può acquistare in erboristeria essiccata o in altre forme.

Aloe Vera

Il gel d’aloe vera ha il potere di rigenerare le mucose. Per dosi e modalità di impiego è opportuno fare riferimento al medico e all’erborista.

Mandorle

Mangiare le mandorle crude contribuisce a bilanciare il pH. Le mandorle sono un alimento alcalinizzante e pertanto possono contribuire a ridurre l’acidità di stomaco. Inoltre, sono una buona fonte di calcio.

Acqua e limone

Bere una tazza di acqua tiepida e succo di limone (appena spremuto) ad inizio giornata e a stomaco vuoto, aiuta il corpo a bilanciare il proprio livello di acidità. Facilita la digestione e non ha particolari controindicazioni.

Liquirizia

La radice di liquirizia è una fonte di preziosi estratti dalle proprietà antinfiammatorie, utili per la loro azione sulle mucose dello stomaco e dell’esofago in caso di reflusso. Si consiglia il decotto così come le compresse o semplicemente i tronchetti di liquirizia purissima. La liquirizia, però, alza la pressione sanguigna, dunque va impiegata con cautela da chi soffre di ipertensione.

Camomilla

L’infuso di camomilla solleva le mucose infiammate o irritate nel tratto digestivo e favorisce la digestione normale. Si può prendere anche 3 volte al giorno e preferibilmente prima di ogni pasto.

Zenzero

Questa radice è impiegata da millenni nelle pratiche ayurvediche orientali per le sue preziose proprietà, soprattutto nell’ambito medico per alleviare problemi legati al sistema gastrointestinale e nevralgico. Bollire qualche fettina di zenzero fresco in una tazza d’acqua, per qualche minuto. Far raffreddare un po’ e aggiungere qualche goccia di limone.

Cavolfiore

Il cavolfiore è un toccasana per l’apparato gastro-intestinale. Un estratto di cavolfiore e carota, vanta preziose proprietà benefiche nei confronti dei nostri stomaci, provati da vite frenetiche e da alimentazione non sempre sana. Ottime anche le foglie di cavolfiore, bollite in un litro d’acqua che può essere assunto durante la giornata.

Bicarbonato

Un cucchiaino di bicarbonato di sodio in un bicchiere d’acqua (a temperatura ambiente) può essere assunto al primo segnale di dolore forte.

Gomma senza zuccheri

Masticare una gomma senza zuccheri. Secondo una ricerca condotta, il 70% dei partecipanti che hanno masticato questo tipo di gomma, hanno avuto sollievo nell’acidità e nel riflusso a causa dell’aumento della saliva e del suo beneficio nello stomaco.

Rosmarino, Salvia, Alloro, Timo, Origano

Queste spezie aggiunte nei pasti giornalieri, conferiscono proprietà digestive.

Papaia

La papaia contiene papaina, un enzima che facilita la digestione delle proteine. Ottima specialmente al mattino.

Consigli utili

  • Mangiare di meno ma più frequentemente (5 volte al dì). Masticare gli alimenti senza fretta e in modo rilassato per evitare l’infiammazione e la pressione dello stomaco.
  • Mangiare leggero e senza abbondare almeno 3 ore prima di andare a letto. Non prendere bevande prima di coricarsi.
  • Evitare i cibi che scatenano il reflusso. Si consiglia di evitare le bevande con la caffeina, bibite gassate o alcoliche, alimenti grassi e fritti (patatine fritte, hamburger, uova, latte intero), mentuccia e menta verde, cibi piccanti, aglio, cipolla (se non quella dolce), peperoni, pomodori, alimenti a base di pomodori (succo di pomodoro, ketchup, salsa, chile e pizza).
  • Non iniziare il pasto con amidi ovvero non iniziare con il pane o patate (può provocare sensazione dolorosa o di pienezza e dar inizio al singhiozzo). Si consiglia di iniziare il pasto con alcuni bocconi di verdure, possibilmente crude.
  • Dimagrire se si hanno dei chili in eccesso: secondo studi condotti, il sovrappeso induce lo sfintere esofageo inferiore a restare chiuso e ciò contribuisce al reflusso acido.
  • Non fumare. La nicotina stimola la produzione di acido e rilassa i muscoli dell’esofago.
  • Mantenere una posizione eretta specialmente dopo aver mangiato. Se ci si corica o ci si sdraia dopo il pasto c’è più rischio di soffrire di reflusso in quanto questa postura favorisce la salita degli acidi. Per questo motivo è meglio rimanere seduti o passeggiare dopo aver mangiato. La notte si consiglia di alzare 20 centimetri la testata del letto.
  • Cercare di non fare attività fisica dopo aver mangiato. Se lo si fa a stomaco pieno, è più probabile l’aumento di acidità e reflusso.
  • Verificare i farmaci che si assumono. Ne Esistono alcuni, incluso l’acido acetilsalicilico, antinfiammatori, cure ormonali o farmaci per combattere l’insonnia, che possono irritare l’apparato digestivo e causare il reflusso gastroesofageo. In caso di dubbi consultare il proprio medico.
  • Non usare capi aderenti mentre si mangia. Le cinghie, le calze, i pantaloni stretti, fanno pressione sullo stomaco e fanno si che l’acido risalga. Per questo motivo si consiglia, se si usa una cintura, di non stringerla al massimo.
  • Evitare lo stress. Ridurre lo stress aiuta a ridurre il reflusso. A tal proposito si potrebbe praticare meditazione, yoga o seguire tecniche di respiro profondo e fare attività fisica regolarmente (camminare veloci, nuotare o andare in bicicletta).

Consultare il proprio medico se il reflusso persiste o se si ripete frequentemente, nonostante i rimedi naturali e i consigli sopra esposti.

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